Il 47 nella smorfia: il morto

47

‘O muorto

il morto

Il 47 è ‘o muorto, il morto. È la voce cardine del rapporto fra la smorfia e l’aldilà, e va detta subito una cosa: nella cultura napoletana sognare un defunto non spaventa. È una visita.

I morti, a Napoli, restano di famiglia (si salutano, si aggiornano, all’occorrenza si rimproverano) e la tavola dei novanta numeri riserva loro un posto di riguardo, senza scaramanzie e senza paura.

Una città che parla coi suoi morti

Per capire il 47 bisogna ricordare quanto è profondo, a Napoli, il culto dei defunti. È la città delle anime del purgatorio adottate come parenti, dei lumini alle edicole votive, del cimitero delle Fontanelle dove le anime pezzentelle (i morti senza nome) ricevevano cura. In cambio, si diceva, davano protezione. In questa cultura il confine fra i vivi e i morti è una porta socchiusa, e il sogno è il suo modo di aprirsi. La smorfia non fa che registrarlo.

Il morto tace, il morto parla

La tavola distingue con precisione. Il defunto che compare in sogno in silenzio è il 47. Se invece parla, la mano passa al 48, ‘o muorto che pparla (la distinzione più famosa dell’intera smorfia) e la tradizione vuole che si ascolti bene. Le parole del morto contano, e se pronuncia numeri, quelli si giocano come detti. È il segno di quanto la voce sia presa sul serio: non un brivido, ma un messaggio.

Le voci sorelle

Attorno al 47 la tavola costruisce una piccola famiglia. Il 62 è ‘o muorto acciso, il morto ammazzato, dove conta la violenza della fine; l’85 sono ll’anime d”o priatorio, le anime del purgatorio, che dei defunti sono la voce collettiva. Tre numeri diversi per tre modi diversi di stare dall’altra parte: anche in questo la smorfia è un dizionario serio, che non confonde le sfumature.

Che cosa sognare, per il 47, secondo i libri dei sogni dell’Ottocento

I libri della smorfia stampati nell’Ottocento (a Napoli nel 1866, a Milano nel 1825 e nel 1881) elencavano migliaia di sogni con il numero da giocare. Per il 47 dicono:

tutti d’accordo: l’abbattimento, il capitello, «carne e torce avere», «sparviere pigliare», «veder neve cadere».

solo il libro napoletano: l’aratore, i fiaschi, la figura, il finocchio, l’infermeria, la sirena.

solo quello milanese: il banco, il fiasco, le medaglie, la rivista.

Tutte le parole, con il libro che le stampa: i sogni che danno il 47.

Le tavole: Giustino Rumeo, Napoli 1866 · Gerolamo Capacelli, Milano 1881 · La casa della fortuna, Milano 1825, in copia digitale di pubblico dominio; nel dizionario dei sogni ogni parola porta la sua tavola.

I parenti del 47

Nella tradizione ogni numero ha dei parenti. Il vertibile ha le stesse cifre scambiate di posto; il diametrale è l’opposto sul cerchio dei novanta, a quarantacinque passi. Per i numeri di una cifra e per quelli a due cifre uguali c’è anche il gemello: la cifra raddoppiata (per il cinque il cinquantacinque) o dimezzata.

Il 47 dal lato dei numeri

Aggiornato all’estrazione n. 157 del 01/10/2026

La tradizione dice ‘o muorto, l’archivio dice…

Nell’ultima estrazione (n. 157, giovedì 1º ottobre) il 47 è uscito su Torino.

È storia, non previsione: le assenze non aumentano la probabilità di uscita, che per un numero su una ruota resta 5 su 90.

Nella smorfia, accanto al 47:

Vedi anche: tutte le 90 voci · dal sogno ai numeri · i sogni che danno il 47

La smorfia è cultura popolare, e queste pagine la raccontano come tale: i significati non hanno alcun valore predittivo, e nessun numero è più probabile di un altro per via di un sogno. Gioca con moderazione. Vietato ai minori di 18 anni. Numero verde 800 558 822.

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Il gioco può causare dipendenza patologica. È vietato ai minori di 18 anni. Gioca con moderazione e solo somme che puoi permetterti di perdere. Nessuna statistica, nessun metodo e nessun sistema può aumentare la probabilità di vincita al Lotto.

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