Il 75 nella smorfia: Pulcinella

75

Pulcinella

Pulcinella

Il 75 è Pulcinella: la maschera bianca col naso adunco, il cappello a pan di zucchero, la voce stridula, e dentro, tutta Napoli. Se la smorfia è il dizionario della città, Pulcinella è il suo ritratto ufficiale: affamato e generoso, servo e insolente, disperato e irresistibilmente vivo.

Una maschera con quattro secoli

Nato nella commedia dell’arte del Seicento (la tradizione lo vuole creato dall’attore Silvio Fiorillo) Pulcinella ha attraversato i teatri d’Europa diventando Polichinelle a Parigi e Punch a Londra: l’emigrante più riuscito della storia napoletana. A casa sua è stato tutto: burattino e attore, febbre e consolazione del popolo, fino al San Carlino dove il grande Antonio Petito lo portò all’apoteosi ottocentesca.

Il segreto di Pulcinella

La lingua italiana gli deve un’espressione impagabile: il «segreto di Pulcinella», quello che sanno tutti. Nasce dal personaggio stesso (incapace di tenersi qualunque cosa, spiffera tutto a tutti) ed è il regalo che la maschera ha fatto al vocabolario nazionale. Sognare Pulcinella, per la tradizione, parla proprio di segreti che non reggono: qualcosa sta per venire a galla, e forse è meglio così.

Ridere per campare

Il cuore della maschera è la fame che ride: Pulcinella ha fame di tutto (di maccheroni, di giustizia, di vita) e trasforma la fame in risata perché l’alternativa è piangere. È la stessa filosofia della resata del 19, e della tavola intera: la smorfia è, in fondo, un modo pulcinellesco di guardare il destino: dargli i numeri, per non farsi dare i numeri da lui.

Che cosa sognare, per il 75, secondo i libri dei sogni dell’Ottocento

I libri della smorfia stampati nell’Ottocento (a Napoli nel 1866, a Milano nel 1825 e nel 1881) elencavano migliaia di sogni con il numero da giocare. Per il 75 dicono:

tutti d’accordo: «in palazzo andare», «mare limpido», le mosche.

solo il libro napoletano: il bacile, il nuotatore.

solo quello milanese: l’accademia, l’apostolo, l’imbuto, la materassara, la montagna, le saette, lo scatolaro, i seminaristi, il violino.

Tutte le parole, con il libro che le stampa: i sogni che danno il 75.

Le tavole: Giustino Rumeo, Napoli 1866 · Gerolamo Capacelli, Milano 1881 · La casa della fortuna, Milano 1825, in copia digitale di pubblico dominio; nel dizionario dei sogni ogni parola porta la sua tavola.

I parenti del 75

Nella tradizione ogni numero ha dei parenti. Il vertibile ha le stesse cifre scambiate di posto; il diametrale è l’opposto sul cerchio dei novanta, a quarantacinque passi. Per i numeri di una cifra e per quelli a due cifre uguali c’è anche il gemello: la cifra raddoppiata (per il cinque il cinquantacinque) o dimezzata.

Il 75 dal lato dei numeri

Aggiornato all’estrazione n. 157 del 01/10/2026

La tradizione dice Pulcinella, l’archivio dice…

Nell’ultima estrazione (n. 157, giovedì 1º ottobre) il 75 è uscito su Firenze.

È storia, non previsione: le assenze non aumentano la probabilità di uscita, che per un numero su una ruota resta 5 su 90.

Nella smorfia, accanto al 75:

Vedi anche: tutte le 90 voci · dal sogno ai numeri · i sogni che danno il 75

La smorfia è cultura popolare, e queste pagine la raccontano come tale: i significati non hanno alcun valore predittivo, e nessun numero è più probabile di un altro per via di un sogno. Gioca con moderazione. Vietato ai minori di 18 anni. Numero verde 800 558 822.

Gioco responsabile

Il gioco può causare dipendenza patologica. È vietato ai minori di 18 anni. Gioca con moderazione e solo somme che puoi permetterti di perdere. Nessuna statistica, nessun metodo e nessun sistema può aumentare la probabilità di vincita al Lotto.

Per informazioni e sostegno: numero verde 800 558 822.