Il 77 nella smorfia: i diavoletti

77

‘E riavulille

i diavoletti

Il 77 sono ‘e riavulille, i diavoletti. Non il Diavolo con la maiuscola (troppo impegnativo per la tavola) ma i suoi tirapiedi in miniatura: dispettosi, tentatori da poco, combinaguai. La cultura popolare napoletana ha sempre preferito il male in formato tascabile: si combatte meglio, e qualche volta ci si ride sopra.

Diavoli da vicolo

Il diavoletto popolare è quello delle tentazioni spicciole: la bugia comoda, il dolce di nascosto, la parola di troppo. «Tene ‘o riavulillo ‘ncuollo», si dice del bambino che non sta fermo un attimo: il diavoletto addosso, la vivacità che non si governa. E i «diavoletti» erano anche i peperoncini appesi e i giocattoli a molla che saltavano dalla scatola: il male ridotto a scherzo, che è il modo napoletano di disinnescarlo.

Le gambe della superstizione

Le due cifre gemelle hanno alimentato la lettura scherzosa che tutta Italia conosce dalla tombola: il 77 sono «le gambe delle donne»: due sette affiancati, due gambe. È una glossa da gioco, posteriore e popolare, che convive con la voce canonica senza scalzarla: alla tombola di Natale si gridano tutte e due, e vince chi ride prima.

Tentazioni in tavola

Sognare diavoletti, per la tradizione, parla di tentazioni piccole ma insistenti: quelle che non dannano l’anima ma svuotano il portafoglio o la dieta. La tavola tiene i suoi contrappesi a distanza regolamentare. La Maronna dell’8 e le anime del purgatorio dell’85 vigilano dall’alto e dal basso, e in mezzo i riavulille fanno il loro mestiere: tentare, con dispetto e senza troppa convinzione.

Che cosa sognare, per il 77, secondo i libri dei sogni dell’Ottocento

I libri della smorfia stampati nell’Ottocento (a Napoli nel 1866, a Milano nel 1825 e nel 1881) elencavano migliaia di sogni con il numero da giocare. Per il 77 dicono:

tutti d’accordo: l’architettura, il cancello, «cantatrice vedere», il carcerato, «fetore sentire», la giardiniera, i moribondi, il patriarca, la zuppa.

solo il libro napoletano: correre, dibattersi, l’invito, gli scalini, i seminaristi.

solo quello milanese: l’eremita, la gondola, la meta.

Tutte le parole, con il libro che le stampa: i sogni che danno il 77.

Le tavole: Giustino Rumeo, Napoli 1866 · Gerolamo Capacelli, Milano 1881 · La casa della fortuna, Milano 1825, in copia digitale di pubblico dominio; nel dizionario dei sogni ogni parola porta la sua tavola.

I parenti del 77

Nella tradizione ogni numero ha dei parenti. Il vertibile ha le stesse cifre scambiate di posto; il diametrale è l’opposto sul cerchio dei novanta, a quarantacinque passi. Per i numeri di una cifra e per quelli a due cifre uguali c’è anche il gemello: la cifra raddoppiata (per il cinque il cinquantacinque) o dimezzata.

Il 77 dal lato dei numeri

Aggiornato all’estrazione n. 157 del 01/10/2026

La tradizione dice ‘e riavulille, l’archivio dice…

Nell’ultima estrazione (n. 157, giovedì 1º ottobre) il 77 non è uscito.

È storia, non previsione: le assenze non aumentano la probabilità di uscita, che per un numero su una ruota resta 5 su 90.

Nella smorfia, accanto al 77:

Vedi anche: tutte le 90 voci · dal sogno ai numeri · i sogni che danno il 77

La smorfia è cultura popolare, e queste pagine la raccontano come tale: i significati non hanno alcun valore predittivo, e nessun numero è più probabile di un altro per via di un sogno. Gioca con moderazione. Vietato ai minori di 18 anni. Numero verde 800 558 822.

Gioco responsabile

Il gioco può causare dipendenza patologica. È vietato ai minori di 18 anni. Gioca con moderazione e solo somme che puoi permetterti di perdere. Nessuna statistica, nessun metodo e nessun sistema può aumentare la probabilità di vincita al Lotto.

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