Il 26 nella smorfia: Sant’Anna

26

Nanninella

Sant’Anna

Il 26 è Nanninella: Sant’Anna, la madre della Madonna, chiamata col vezzeggiativo che si riserva alle nonne. Già il nome dice tutto (non «Sant’Anna» ma Nanninella, come si chiamerebbe una parente) perché nella devozione popolare napoletana i santi sono di famiglia, e la madre della Madonna è la nonna di tutti.

La santa del 26 luglio

La festa di Sant’Anna cade il 26 luglio, e la corrispondenza col numero è di quelle trasparenti che aiutavano a mandare la tavola a memoria. Protettrice delle madri e delle partorienti, delle vedove e dei mestieri del cucito, Sant’Anna è nell’iconografia la donna matura che insegna a leggere alla piccola Maria. L’immagine stessa della trasmissione: di madre in figlia, di nonna in nipote.

La nonna della tavola

Nella tavola Nanninella tiene il posto degli affetti anziani e della protezione familiare. Sognarla (o sognare la propria nonna, che per la tradizione le somiglia sempre un po’) parla di radici, di consigli da ascoltare, di una benedizione che arriva da chi ci ha preceduto. La voce si affianca alla mamma del 52 e alla vecchia dell’89: tre età della stessa cura.

Fra cielo e vicolo

Con l’Maronna dell’8 e Sant’Antonio al 13, Nanninella completa il nucleo devoto della prima metà della tavola. È la smorfia nella sua versione più dolce: un dizionario che, dovendo dare un numero alla madre della Madonna, sceglie di chiamarla come una nonna del vicolo. Nessuna teologia: solo confidenza.

Che cosa sognare, per il 26, secondo i libri dei sogni dell’Ottocento

I libri della smorfia stampati nell’Ottocento (a Napoli nel 1866, a Milano nel 1825 e nel 1881) elencavano migliaia di sogni con il numero da giocare. Per il 26 dicono:

tutti d’accordo: l’ammalato, l’anticamera, «bagnare vederti», il carceriere, la messa, lo smeriglio.

solo il libro napoletano: il banco, il cartone, il danaro, la fonderia, l’idropisia, la nullità, la supplica, la vitella.

solo quello milanese: l’asina, la campana, il cantiniere, il fieno, l’oro, i principi.

Tutte le parole, con il libro che le stampa: i sogni che danno il 26.

Le tavole: Giustino Rumeo, Napoli 1866 · Gerolamo Capacelli, Milano 1881 · La casa della fortuna, Milano 1825, in copia digitale di pubblico dominio; nel dizionario dei sogni ogni parola porta la sua tavola.

I parenti del 26

Nella tradizione ogni numero ha dei parenti. Il vertibile ha le stesse cifre scambiate di posto; il diametrale è l’opposto sul cerchio dei novanta, a quarantacinque passi. Per i numeri di una cifra e per quelli a due cifre uguali c’è anche il gemello: la cifra raddoppiata (per il cinque il cinquantacinque) o dimezzata.

Il 26 dal lato dei numeri

Aggiornato all’estrazione n. 157 del 01/10/2026

La tradizione dice Nanninella, l’archivio dice…

Nell’ultima estrazione (n. 157, giovedì 1º ottobre) il 26 non è uscito.

È storia, non previsione: le assenze non aumentano la probabilità di uscita, che per un numero su una ruota resta 5 su 90.

Nella smorfia, accanto al 26:

Vedi anche: tutte le 90 voci · dal sogno ai numeri · i sogni che danno il 26

La smorfia è cultura popolare, e queste pagine la raccontano come tale: i significati non hanno alcun valore predittivo, e nessun numero è più probabile di un altro per via di un sogno. Gioca con moderazione. Vietato ai minori di 18 anni. Numero verde 800 558 822.

Gioco responsabile

Il gioco può causare dipendenza patologica. È vietato ai minori di 18 anni. Gioca con moderazione e solo somme che puoi permetterti di perdere. Nessuna statistica, nessun metodo e nessun sistema può aumentare la probabilità di vincita al Lotto.

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