Il 35 nella smorfia: l’uccellino

35

L’aucielluzzo

l’uccellino

Il 35 è l’aucielluzzo, l’uccellino: col diminutivo affettuoso che il napoletano riserva alle cose care. Non l’aquila, non il falco: l’uccellino da balcone e da vicolo, il passero sul filo, il cardellino in gabbia che cantava per mezza strada. Una voce piccola per una presenza che nella vita dei bassi era quotidiana.

Libertà e gabbia

La tradizione legge l’uccellino sognato su un doppio binario: in volo è libertà, notizie in arrivo, un pensiero che si alza; in gabbia è l’opposto: una condizione stretta, un desiderio trattenuto. Il cardellino alla finestra, vanto di tanti vicoli, stava esattamente in mezzo: bellezza custodita o prigionia canterina, secondo il punto di vista. La smorfia dà a tutto il quadro un numero solo.

Il sottinteso, senza girarci intorno

Inutile fare i preziosi: «l’uccello», in napoletano come in italiano, ha anche un senso ammiccante, e l’uso popolare della voce non se l’è mai fatto sfuggire. La tavola resta pudica (l’aucielluzzo è un uccellino, e basta) ma il sorriso di chi gioca il 35 qualche volta dice altro. È lo stesso doppio registro delle voci sorelle: il detto e il non detto che convivono nella stessa voce.

Voci di cielo

Nella tavola l’aucielluzzo tiene il posto di tutto ciò che vola: per gli animali di terra ci sono la gatta, il puorco e i surice, per l’acqua il capitone. Il piccolo bestiario della smorfia copre i tre elementi: mancava solo il fuoco, e per quello (dicono i giocatori) c’è sempre stato il Vesuvio.

Che cosa sognare, per il 35, secondo i libri dei sogni dell’Ottocento

I libri della smorfia stampati nell’Ottocento (a Napoli nel 1866, a Milano nel 1825 e nel 1881) elencavano migliaia di sogni con il numero da giocare. Per il 35 dicono:

tutti d’accordo: «barba secca avere», la sella.

solo il libro napoletano: la cappellara, il fiascaro, la miniera.

solo quello milanese: l’adulatore, l’adulterio, l’arco, il balsamo, la cannella, i cappellari, la colazione, i denti, il furfante, gli orefici, il papavero, le selle, lo sgherro, spogliarsi, la valle.

Tutte le parole, con il libro che le stampa: i sogni che danno il 35.

Le tavole: Giustino Rumeo, Napoli 1866 · Gerolamo Capacelli, Milano 1881 · La casa della fortuna, Milano 1825, in copia digitale di pubblico dominio; nel dizionario dei sogni ogni parola porta la sua tavola.

I parenti del 35

Nella tradizione ogni numero ha dei parenti. Il vertibile ha le stesse cifre scambiate di posto; il diametrale è l’opposto sul cerchio dei novanta, a quarantacinque passi. Per i numeri di una cifra e per quelli a due cifre uguali c’è anche il gemello: la cifra raddoppiata (per il cinque il cinquantacinque) o dimezzata.

Il 35 dal lato dei numeri

Aggiornato all’estrazione n. 157 del 01/10/2026

La tradizione dice l’aucielluzzo, l’archivio dice…

Nell’ultima estrazione (n. 157, giovedì 1º ottobre) il 35 è uscito su Milano.

È storia, non previsione: le assenze non aumentano la probabilità di uscita, che per un numero su una ruota resta 5 su 90.

Nella smorfia, accanto al 35:

Vedi anche: tutte le 90 voci · dal sogno ai numeri · i sogni che danno il 35

La smorfia è cultura popolare, e queste pagine la raccontano come tale: i significati non hanno alcun valore predittivo, e nessun numero è più probabile di un altro per via di un sogno. Gioca con moderazione. Vietato ai minori di 18 anni. Numero verde 800 558 822.

Gioco responsabile

Il gioco può causare dipendenza patologica. È vietato ai minori di 18 anni. Gioca con moderazione e solo somme che puoi permetterti di perdere. Nessuna statistica, nessun metodo e nessun sistema può aumentare la probabilità di vincita al Lotto.

Per informazioni e sostegno: numero verde 800 558 822.